BVDISPLAY - Lo studio apre gli archivi

L’evento BVDISPLAY nasce proprio dallo stratificarsi di processi e materiali. Vi raccontiamo qui come, attraverso anni di progettazione, sperimentazione e produzione, si è formato un archivio così ampio e articolato — il percorso creativo del nostro studio.

L’ARCHIVIO DI DESIGN COME ATTO CREATIVO

Dentro il processo progettuale e produttivo di Barbara Voarino Design Studio

Il processo creativo che sta dietro la progettazione di un prodotto inizia sempre da un’idea — un concetto che deve poi tradursi in segni. Ma cosa viene prima: l’idea o l’ispirazione? Dipende.
A volte le idee possono essere espresse subito; altre, hanno bisogno di sedimentare — ma non troppo, perché rischiano di essere “prese”, là dove si depositano, da altri creativi più veloci.

Dove si trova l’ispirazione? Ovunque, in ogni momento, da chiunque.

In Barbara Voarino Design, le idee prendono forma attraverso sketch e bozzetti realizzati a mano, con matita o con qualunque strumento permetta la traduzione in segni su carta. A volte gli sketch sono digitali, realizzati oggi su iPad con Procreate, in passato con software Adobe.
Di ogni idea si producono molte versioni — migliorate o meno, a seconda dei casi. Spesso, le versioni che piacciono di più a noi e ai nostri clienti sono proprio le prime.
Per questo i primi bozzetti, disegnati a mano su carta, vengono sempre conservati. Col tempo, lo studio ha costruito un vasto archivio di materiali creativi — fogli pieni di tratti rapidi o appunti che rappresentano l’essenza di un’idea. Anche l’archivio digitale è altrettanto denso.

Dalle bozze iniziali il processo di progettazione passa gradualmente a versioni più definite, più vicine al desiderato del cliente, fino alla fase esecutiva, dove si utilizzano software di progettazione 2D o 3D a seconda del prodotto.
Si realizzano sempre modelli e mockup, fisici o digitali — altro materiale d’archivio.

Poi si arriva alla produzione, e qui le strade si dividono.
Per i progetti 2D si parte da modelli “stesi” e si arriva a diverse tecniche di stampa. Per basse tirature o piccole dimensioni si stampa in digitale (e si archivia). Per alte produzioni, invece, si utilizzano macchinari offset, che richiedono lastre per la quadricromia, verniciature, lamine a caldo, stampa a secco o serigrafia. Per le stampe d’arte si ricorre alla fine art printing.

Ogni volta che si parla di packaging, displayer per retail o materiali grafici, si lavora sempre su supporti fisici: carta, cartoncino, plexiglass, tessuti, alluminio, vetro, forex, dibond — tutti accuratamente catalogati nell’archivio dello studio.

Quando si parla invece di progettazione di prodotto, lo studio si occupa anche della progettazione degli stampi. In questa fase entrano in gioco i fattori legati alla fruizione, ai numeri di produzione, alla riproducibilità e alla tecnologia industriale.
Per esempio, nella progettazione di una tazza destinata a contenere liquidi caldi, oltre agli aspetti legati al design, è necessario considerare la tiratura, i materiali e le tecniche di produzione. Le campionature sono fondamentali per testare forma, capacità, colore, finiture — tutto finisce, ancora una volta, in archivio.

Nel settore food, quando si progettano forme di prodotti che normalmente consumiamo senza pensarci troppo, ma la cui forma specifica contribuisce a creare l’esperienza degustativa, entrano in gioco stampi su misura per le necessità produttive delle aziende. Anche qui il processo prevede verifiche e campionature — che vanno ad arricchire l’archivio.

Per la natura dello studio, capita spesso di lavorare su produzioni a basse tirature ma di altissima complessità, con lavorazioni artigianali o miste. Succede nei progetti di prodotto e packaging per il settore luxury e alta gamma. In questi casi entrano in gioco molteplici combinazioni di materiali e tecniche, spesso manuali, che anche prima di diventare prodotto finito assumono il valore di oggetti preziosi, per la qualità e la complessità del sapere che contengono.
Ancora una volta: archivio.

La produzione genera sempre archivio — sia come documentazione sia come strumento di studio del prodotto finito.

Tra i servizi dello studio rientrano la fotografia e il video, girato e animato. Questi richiedono una produzione accessoria di props, ovvero oggetti di scena e fondali coordinati con il prodotto: grandi poster illustrati, tessuti dipinti, carte disegnate a mano, oggetti in ceramica o legno. Tutto archiviato, naturalmente.

Come brand indipendente, Barbara Voarino Design sperimenta costantemente — per ricerca, studio di nuovi materiali e lavorazioni, o semplicemente per l’urgenza di esprimere un’idea in cui crede. Alcune diventano progetti, altre restano esercizi di stile, ma in ogni caso entrano a far parte dell’archivio.

BVDISPLAY, UN PROGETTO SOSTENIBILE

Per lo studio, la sostenibilità comincia dalle scelte consapevoli: come e dove avviene la produzione. La prossimità produttiva riduce l’impatto ambientale e genera valore culturale a ogni livello. Ma uno dei principi chiave del design sostenibile è la circolarità, e quindi la durata.

Un oggetto è sostenibile quando dura nel tempo, quando può essere riutilizzato o reinterpretato.

È in quest’ottica che nasce BVDISPLAY, un progetto di apertura d’archivio che trasforma un gesto pratico — mettere ordine, liberare spazio — in un atto creativo e sostenibile.
Aprire gli archivi significa dare nuova vita a idee e materiali nati per uno scopo specifico ma pronti a diventare altro.

L’archivio, da semplice strumento di documentazione, diventa protagonista: memoria viva del design in movimento, dove processo e prodotto, passato e futuro, si incontrano sulla stessa superficie, nel presente.

INFORMAZIONI PRATICHE

COSA:

BVDISPLAY — LO STUDIO APRE GLI ARCHIVI

DOVE:

TORINO
BVD STUDIO
VIA ETTORE DE SONNAZ 11

QUANDO:

DURANTE LA SETTIMANA DELL’ARTE A TORINO DAL 30-10 AL 02-11

APERTURA AL PUBBLICO:

30 OTT_15/20

31 OTT_15/20

01 NOV_12/20

02 NOV_12/18

INGRESSO LIBERO – Eventbrite

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